Sudore, prurito e difese naturali

La pelle è costituita da uno strato superficiale che è chiamato EPIDERMIDE e da uno strato profondo, denominato DERMA. Tra questi due strati si trovano sottili terminazioni sensitive nervose che conducono al midollo spinale il fastidioso stimolo del prurito, a cui il nostro organismo risponde con una reazione riflessa di grattamento, nel tentativo di ostacolare il percorso della trasmissione nervosa sgradita.

I mediatori chimici coinvolti nell’insorgenza del prurito sono molteplici, ma un ruolo fondamentale è svolto dall’istamina: questa sostanza viene prodotta e immagazzinata a livello di particolari cellule, i mastociti, che provvedono a rilasciarla in risposta a diversi stimoli e situazioni, come ad esempio avviene in corso di una reazione allergica o a seguito del morso di un insetto. L’istamina, nella zona circostante l’attacco, provoca una dilatazione dei vasi sanguigni con conseguente arrossamento, formazione del tipico “pomfo” e prurito.

Il prurito è una sensazione che è estremamente comune, localizzata a livello cutaneo, e che può presentarsi nei modi più svariati, perché può essere localizzata o diffusa su tutto il corpo, può durare poco o invece persistere nel tempo tanto da diventare cronica, può essere la spia di una reazione allergica oppure il sintomo associato a patologie più complesse e meno frequenti non di tipo dermatologico, ma sistemico.

Può essere secondario alla presenza di lesioni cutanee ben definite, quali quelle causate da dermatite allergica da contatto, dermatite atopica, dermatite seborroica, psoriasi, orticaria o lichen planus cronico, ma anche micosi, e altre dermatosi più rare quali pemfigoide, pitiriasi rosea, dermatite erpetiforme, mastocitosi, impetigine, o fotodermatiti. Anche l’eccessiva secchezza della pelle, o xerosi, molto comune fra gli adulti e gli anziani, può pure determinare forte prurito e può essere imputabile all’utilizzo di prodotti per l’igiene quotidiana troppo aggressivi, alla scarsa idratazione e al frequentare ambienti molto caldi e secchi.

Quando non è individuabile una patologia di tipo cutaneo, può essere la spia di livelli eccessivi di acido urico circolante, mal funzionamento della colecisti, ma anche di diabete o di tireopatie. Compare con frequenza quando si è affetti da malattie parassitarie come la scabbia e la pediculosi, mentre a volte tale sintomo è associato a neoplasie del sangue come il linfoma di Hodking o di mieloma, ma anche ad altri tipi di tumore come quello ovarico, intestinale, mammario o prostatico, così come spesso compare anche come conseguenza di un’infezione da herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio), nell’AIDS e nella sclerosi multipla, accompagnato da sensazione di dolore bruciante e formicolio della parte interessata. Può anche rappresentare un effetto collaterale dell’assunzione di numerosi farmaci, additivi alimentari, sostanze allergizzanti

D’estate però ne siamo sempre tutti più o meno vittime, per cause molto più banali e per fortuna non così sistemiche: può esser scatenato da una o più punture di famelici zanzare o altri insetti di similare voracità come i pappataci (flebotomi), ma anche da eritemi solari, dalla pelle disidratata e senza sebo, o anche da passeggere orticarie dovute a reazioni allergiche, infezioni cutanee, dermatiti, e, infine, anche dal sudore, soprattutto quando è abbondante e persistente a lungo sulla nostra pelle

Perché il sudore è capace di stimolare la sensazione di prurito? Perché può ridurre le difese naturali dell’epidermide e determinare sensibilizzazioni, alterandone il pH e destabilizzando il film idrolipidico superficiale protettivo, che diventa incapace di trattenere quantità sufficienti di “acqua biologica” all’interno e tra le cellule del derma. Ciò che quindi alla fine determina e suscita prurito, più che l’azione irritante del sudore, è la disidratazione che consegue alla traspirazione eccessiva. Così come accade alla pelle stressata dal sole, che è più propensa a infiammarsi e a prudere al contatto con la sabbia della spiaggia, il cloro nell’acqua della piscina, i detergenti e i cosmetici di norma usati senza problemi, le fibre sintetiche dei vestiti, soprattutto se si stanno assumendo farmaci come antibiotici, rimedi antiacne, terapie ormonali, immunomodulanti ecc.. Ecco perché è importantissimo preservare il più possibile le condizioni della “pellicola” idrolipidica che ricopre e protegge la nostra cute, idratandola e non facendola seccare.

Ma una volta che il prurito c’è, occorre cercare di alleviare lo stimolo che lo alimenta e, tra gli accorgimenti pratici, nel periodo estivo, c’è quello di indossare indumenti morbidi, in colori chiari (che allontanano le zanzare), e fibre naturali (che lasciano meglio respirare la pelle); cambiarsi spesso per evitare il contatto prolungato dei vestiti umidi con l’epidermide; usare talchi e polveri assorbenti (ipoallergenici e di ottima qualità); farsi impacchi o docce con acqua fresca, mai calda, e non sfregare la pelle durante l’asciugatura ma tamponarla in modo delicato; favorire un’alimentazione sana ed equilibrata (ricca di frutta e verdura fresche); evitare esposizioni al sole prolungate, usando sempre prodotti antisolari (di elevata qualità). Infine, per alleviare lo stimolo e prevenire ispessimenti cutanei, desquamazioni, escoriazioni, infiammazioni e lesioni eritematose, sono consigliati detergenti delicati ed emollienti e creme specifiche altamente idratanti, contenenti principi attivi in grado di arrivare fino al derma per idratare gli strati più profondi della cute e sostanze in grado di agire direttamente sul rilascio di istamina

Nutriflog è una crema innovativa studiata proprio per pelli sensibili, secche ed irritate, che associa gli estratti di Cardiospermum e Lithospermum all’acido ialuronico ad alto e basso peso molecolare. La particolarità di questa formulazione completa ed unica sul mercato, sta proprio nell’associazione e nella titolazione degli estratti secchi ad alto dosaggio dei due fitocomposti dall’attività sinergica, che va a raddoppiare l’efficacia nel controllo del prurito: il Cardiospermum halicacabum – rampicante tropicale appartenente alla famiglia delle Saponifere, piante molto diffuse in India, Sud America ed Africa– ha proprietà antinfiammatorie, antiallergiche e lenitive e riduce i mediatori chimici responsabili dell’infiammazione cutanea con un effetto simile a quello cortisonico, senza però i potenziali effetti collaterali (atrofia cutanea, dilatazione dei capillari, ipertricosi, effetto proinfettivo spesso da miceti o batteri, acne) e il Lithospermum erythrorhizon- ricco in naftochinoni, di cui il più attivo è la Shikonina- ha dimostrato anch’esso attività antinfiammatoria, reidratante e antipruriginosa, grazie alla sua capacità di inibire il rilascio di istamina dai mastociti. In più, l’effetto dell’acido ialuronico ad alto e basso peso molecolare che garantisce le capacità idratanti e riepitelizzanti e svolge azione protettiva e rigenerante del microfilm idrolipidico, completa il profilo della crema, rendendola assolutamente ideale in tutti i casi di pelle sensibile ed irritata e adatta a persone di ogni età.