Scottature in agguato. Come proteggersi e alleviare le conseguenze.

Le scuole sono oramai terminate, l’estate avanza e le città iniziano a spopolarsi specie durante i week end: si cerca un po’ di refrigerio ovunque, al mare, in campagna o in montagna, e ci si espone inevitabilmente al sole perché si vuole conquistare quella bella tintarella che dona al corpo e al viso quell’ambito colore ambrato che, magari, il lunedi in ufficio, chi non è andato via, invidierà un po’.

Oltre al colorito, i raggi solari, se assorbiti in quantità moderata, possono essere importanti alleati della nostra salute, in quanto migliorano il tono dell’umore e l’attività cardiocircolatoria, sono essenziali per la sintesi della vitamina D,- importante per ossa, muscoli e cervello-, e sono utili anche per il trattamento di diverse patologie (come gli eczemi, il rachitismo, la psoriasi, l’ittero). Però, come dicevano i nostri padri, in medio stat virtus: occorre come al solito non eccedere e dosare le giuste quantità di radiazioni perché, se si esagera e non si prendono le giuste precauzioni, ci possono essere effetti dannosi acuti e/o cronici che si manifestano sia nell’immediato che nel lungo periodo.
La pelle possiede naturalmente dei mezzi di protezione intrinseci, che sono rappresentati dallo strato corneo dell’epidermide, lo strato cellulare più esterno e più spesso, e dalla melanina, un pigmento scuro prodotto da cellule specializzate, i melanociti, responsabili della pigmentazione della pelle e presenti, in quantità diversa a seconda del tipo di carnagione, nello strato basale dell’epidermide. Quando ci si espone al sole gradualmente e con adeguati fattori di protezione si ha un aumento di produzione della melanina ed un aumento di spessore dello strato corneo della cute, che contribuiscono a proteggere la pelle che si abbronza, attenuando la penetrazione delle radiazioni UV negli strati più profondi. Quando viceversa l’esposizione non è graduale e la pelle non ha il tempo di “adeguarsi” alle condizioni cui è sottoposta, i raggi UV diventano rapidamente nemici della cute e possono fare grandi danni sia nell’immediato che nel lungo termine, sia a carico delle strutture del derma che degli occhi. Nell’immediato provocando scottature ed eritemi e, nel tempo, causando il fotoinvecchiamento, con l’aumento dello spessore, della secchezza e della rugosità cutanea e una riduzione dell’elasticità, accompagnata dalla comparsa di macchie ed altre lesioni della pelle, e la fotocarcinogenesi, ossia l’insorgenza di tumori della pelle o neoplasie cutanee, che possono essere di origine epiteliale (cheratosi, epiteliomi spinocellulari e basocellulari) oppure melanocitica, come il melanoma maligno, tumore molto aggressivo che deriva dalla trasformazione maligna dei melanociti e che contribuisce sostanzialmente alle cause di mortalità nelle popolazioni di pelle chiara.
Questi duplici effetti cronici risultano tanto più precoci e marcati quanto più la pelle è chiara o non adeguatamente protetta e intervengono quando non si prendono le dovute precauzioni soprattutto nei bambini, che non solo hanno minori difese fisiologiche, ma essendo in genere esposti al sole molte più ore di un adulto (in media tre volte in più), cumulano gli effetti delle esposizioni che poi permangono per tutta la vita. E’ oramai infatti purtroppo accertato che sono soprattutto le scottature subite quando si è bambini a favorire la comparsa in età adulta del melanoma.

Il consiglio è quindi quello di fare sempre attenzione quando si sta al sole, perché anche se le temperature sono elevate e ci siamo spalmati di crema a inizio giornata, ci si può non accorgere che la nostra pelle non è protetta: un po’ la brezza, un po’ i frequenti bagni fan sì che il corpo diventi più tollerante al calore, con conseguenti esposizioni troppo prolungate e la pelle tutta rossa e dolorante. I bambini, poi, per la loro pelle più sottile e più facile alla disidratazione e il sistema di termoregolazione ancora non bene impostato, sono più esposti al rischio di scottature specie nelle zone più delicate, compresi gli occhi, il collo, la schiena e le orecchie ed è quindi importantissimo proteggerli dai raggi solari avendo cura di usare pantaloncini, magliette, occhiali, cappellini e prodotti solari con filtri molto alti -in particolare nei primi anni di vita.
I raggi luminosi emessi dal sole sono formati da un insieme di particelle dotate di energia chiamate fotoni ed arrivano sulla Terra sotto forma di radiazioni (radiazione solare o spettro solare) che, in rapporto alla lunghezza d’onda, si estendono dai 200 ai 1800 nanometri (nm). Il grado di pericolosità della radiazione dipende proprio dalla sua lunghezza d’onda, che rappresenta la sua energia: quanto più la lunghezza d’onda è corta, tanto più la sua pericolosità è maggiore. Le lunghezze d’onda più corte, dai 200 a 400 nm, sono le radiazioni ultraviolette (UV). Le lunghezze d’onda tra 400 e 760 nm includono tutto lo spettro del visibile. Mentre i raggi infrarossi (IR) sono i raggi caldi del sole che provocano la sensazione termica di calore, vasodilatazione e sudorazione e hanno una lunghezza d’onda tra 760 e 1800 nm.

La radiazione ultravioletta dunque è la più pericolosa, perchè è la più carica di energia tra tutte le altre dello spettro solare e inoltre è anche la più “subdola” perché non ci accorgiamo quando ne siamo colpiti, in quanto non abbiamo la sensazione termica di calore sulla nostra cute, come nel caso degli IR . Le radiazioni UV si distinguono a loro volta in UVC (200-280 nm), UVB (280-315 nm), e UVA (315-400 nm). I primi, gli UVC, sono pericolosissimi per l’uomo ma, fortunatamente, vengono per il momento ancora in parte bloccati dall’ozono presente nell’atmosfera, che impedisce loro di arrivare sulla terra agendo da filtro e assorbendo le radiazioni al di sotto dei 285 nm. Gli UVB sono i raggi che invece penetrano a livello epidermico, stimolano la melanina e consentono di abbronzarci ma, allo stesso modo, possono anche essere la causa di ipercheratosi, disidratazione epidermica, eritema solare (scottatura o processo infiammatorio), invecchiamento prematuro della pelle, reazioni di fotosensibilizzazione (nei soggetti predisposti), diminuzione delle capacità immunologiche della pelle e danni a carico degli occhi. Infine gli UVA penetrano negli strati profondi dell’epidermide, sono responsabili dell’invecchiamento cutaneo, dei danni al DNA cellulare, delle reazioni di fototossicità e fotoallergie, del potenziamento degli effetti biologici degli UVB che possono portare alla formazione di tumori della pelle (melanomi).
Nel determinismo del danno da radiazione solare, oltre al tipo di radiazione e al tempo di esposizione è importante considerare l’irradianza, cioè l’intensità di raggi UV che raggiunge la superficie terrestre e quindi la cute e i nostri occhi. Alcuni fattori che influenzano l’irradianza, includono l’ora del giorno, la stagione, la latitudine (vicino all’equatore i livelli di UV sono maggiori), l’altitudine, le condizioni atmosferiche. Mentre l’irradianza degli UVA, che sono meno energetici degli UVB, ha la stessa intensità in tutta la giornata, l’irradianza UVB è massima tra le 10 e le 14 (ora solare, cioè tra le 11 e le 15, ora legale). Ecco perché è meglio non esporsi proprio in queste ore del giorno, specie se si sa già in partenza che si può soffrire si eritema solare (che può svilupparsi anche nei giorni nuvolosi, perché gli UV filtrano comunque). Inoltre ogni 1000 metri di altitudine l’intensità dei raggi UVB aumenta del 14% circa e quindi è quantomai necessario avere con sé gli occhiali da sole specie se si è in montagna ad alta quota e con la neve perché le superfici bianche e lucenti riflettono fino al 70% dei raggi UV. Anche al mare comunque è assolutamente opportuno indossare, oltre che per la pelle, sempre una protezione anche per gli occhi perché anche la sabbia bianca riflette fino al 30% dei raggi UVB mentre l’acqua ne riflette dal 5% fino al 95% quando il sole è in verticale: per questo prendere il sole su una distesa innevata o stando in ammollo, al mare o in piscina, aumenta il rischio di scottature. Da non credere poi che sotto l’ombrellone si sia completamente al riparo dalla forte irradiazione di raggi riflessi, anche all’ombra specie nelle ore più calde ci si può scottare.

Meglio quindi ricordarsi sempre di proteggere la cute esposta con prodotti solari, scegliendo quelli più adatti al proprio fototipo- che si definisce in base al diverso colore della pelle, dei capelli, dalla comparsa di eritemi e dall’attitudine ad abbronzarsi e più è basso più la protezione della crema deve essere alta: se si ha un fototipo di tipo I o II, cioè pelle chiara, capelli biondi, rossi o castano chiari, occhi chiari, presenza di lentiggini ci si scotta molto più facilmente del fototipo III e IV e quindi occorre puntare su creme solari con protezioni molto alte, da 50 a schermo totale. A qualunque età e con qualunque fototipo, la crema solare va messa sin dalla prima esposizione, anche se breve e anche quando si è già abbronzati. Va inoltre applicata con generosità, ripetendo l’applicazione circa ogni 2-3 ore (per evitare che perda la sua azione protettiva per via del sudore o dell’acqua) e dopo un eventuale bagno in acqua o dopo aver praticato attività fisica. Va preferito un prodotto che protegge sia contro gli UVB (evita le scottature) sia contro gli UVA (protegge dai danni più profondi) ed è bene utilizzarlo entro 12 mesi dall’apertura e comunque entro la scadenza, perché la fotoprotezione non risulti alterata. Occorre ricordarsi di applicarlo spesso, anche nelle zone più nascoste o dimenticate, per esempio dietro le orecchie, sul cuoio capelluto, sulle spalle, ovunque ci sia il confine con il bordo del costume da bagno e sul dorso dei piedi. Naso, labbra, collo, scollatura richiedono un’attenzione maggiore, perché sono zone esposte per più tempo ai raggi solari e dove per altro la pelle è generalmente più sottile, e quindi sono più a rischio scottature.

Se però nonostante tutti questi accorgimenti la sera ci si ritrova con la pelle arrossata “a grattugia” e con lieve prurito, seguito, a distanza di qualche giorno, da desquamazione, la prima cosa da fare è raffreddare il corpo con docce fresche o impacchi d’acqua fredda. Nella vasca da bagno riempita d’acqua tiepida può essere utile invece immergere un sacchetto di crusca d’avena o anche bicarbonato di sodio: dona sollievo, alleviando il rossore cutaneo. Dopo il bagno o la doccia il corpo va asciugato con delicatezza senza strofinare dando modo al caldo accumulato di poter traspirare, e tra le creme e i gel dopo sole è meglio scegliere quelle studiate per pelli sensibili, secche ed arrossate, ad azione sinergica antinfiammatoria, idratante e lenitiva, capaci di idratare e proteggere al tempo stesso la cute. Ottimi i rimedi fitoterapici contenenti calendula, che favorisce la cicatrizzazione del tessuto epidermico in caso di piccole ustioni, piccole ferite, abrasioni e geloni. La calendula infatti tra le sue caratteristiche annovera anche la capacità di ottimizzare l’irrorazione sanguigna della cute, migliorandone così il trofismo. Le proprietà vulnerarie ed antinfiammatorie sembrano attribuibili invece all’elevata quantità di carotenoidi contenuti nei fiori, mentre all’olio essenziale sono riconosciute proprietà antibatteriche, antimicotiche e antivirali. Nutrileya propone NUTRILEN, una crema innovativa con calendula, ceramide 3 e acido ialuronico, a tecnologia liposomiale vegetale per una miglior veicolazione degli attivi, che è in grado di riepitellizare la cute esplicando un’intensa azione di idratazione sia dello strato superficiale che dello strato profondo dell’epidermide e alleviando il prurito, associato alla secchezza cutanea. Nutrilen è indicato per tutte le età e in tutti i casi di secchezza cutanea, dovuta a esposizione alle intemperie come freddo, vento, etc., arrossamento della pelle, anche nei bambini, ed è particolarmente efficace come crema doposole, grazie alle sue proprietà lenitive.

E, in più… anche la giusta alimentazione contribuisce a far recedere più velocemente i fastidi di una scottatura non cercata e non voluta: non dimentichiamoci mai di assumere frutta e verdura in quanto ricca di antiossidanti (soprattutto i cibi che contengono il licopene, come i pomodori e quelli con vitamina C, A ed E) e per ripristinare il giusto grado di idratazione corporea beviamo in abbondanza the verde e acqua con un basso contenuto in sodio o, se siamo ai tropici, il latte di cocco, che è particolarmente indicato per il suo potere rinfrescante. Buon sole e buona tintarella a tutti!