Probiotici, prebiotici e simbiotici: un po’ di chiarezza sui termini

Ci sono tre termini – probiotici, prebiotici, simbiotici – di cui si sente spesso parlare ma, spesso, senza comprenderne fino in fondo il reale significato, senza avere una corretta idea della natura, dell’attività e dell’utilità di ciascuno di essi.
Proviamo quindi a fare un po’ di chiarezza
Il termine ‘probiotico’ deriva dal greco “pro-bios” che significa ‘a favore della vita’, e, dall’etimologia già si può comprenderne in parte la natura e l’utilità.
Secondo una definizione dell’OMS e della FAO, i PROBIOTICI sono micro-organismi vivi (soprattutto batteri) che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’organismo, rafforzando in particolare l’ecosistema intestinale. I PROBIOTICI quindi, contenuti in determinati alimenti o integratori ed in numero sufficiente per esercitare un effetto positivo sulla salute, garantiscono un miglioramento dell’equilibrio della flora intestinale (Microbioma) che è coinvolta in numerose funzioni metaboliche e di protezione nei confronti delle infezioni. Il fatto che in questa recente definizione sia stata introdotta la parola “viventi” fa la differenza: i probiotici si trovano un po’ pubblicizzati dappertutto, dagli alimenti alla cosmesi ai prodotti veterinari e come ha messo in rilievo un articolo apparso su Nature Reviews, sul mercato esistono davvero molti prodotti che dicono di contenerli ma l’etichetta di “probiotico” non possono certamente ascriversela tutti. Una classificazione è inoltre indispensabile, in quanto non sono tutti i microrganismi sono uguali e l’attività biologica dipende dal ceppo a cui un probiotico appartiene. Seppure questi microorganismi abbiano nomi tra loro simili – adesempio Lactobacillus casei Shirota, Lactobacillus johnsonii, La1 e così via – in realtà il loro principio di azione è differente e le reazioni che potrebbero suscitare nell’organismo a causa di uno scorretto utilizzo o di un sovradosaggio, potrebbero essere addirittura opposte rispetto a quanto ci si aspetta.
Ecco perché prima di assumere un probiotico (e sempre sotto indicazione medica), contenuto in un alimento, è importante conoscere il nome completo del ceppo di appartenenza, la quantità di probiotici vivi contenuti nel prodotto e le adeguate condizioni di conservazione: informazioni che devono essere, di norma, tutte riportate sulla confezione dei cibi o integratori specifici. L’Italia e il Canada, per esempio, da sempre attenti alla regolamentazione sul mercato ed al rispetto delle attese del consumatore, hanno accettato i probiotici Bifidobacterium e Lactobacillus come gruppo di microrganismi di cui si ha una conoscenza approfondita e che apportano generali benefici all’organismo.
Resta da chiedersi quando è corretto assumerli
La loro assunzione è utile nell’adulto soprattutto per ristabilire l’equilibrio intestinale compromesso da diverse cause quali ad esempio l’assunzione di antibiotici, stress, variazioni della dieta e in età pediatrica o neonatale per fare fronte a infezioni gastrointestinali, piuttosto frequenti nei bambini, che possono mettere a repentaglio la buona funzionalità dell’intestino o per alcune affezioni della pelle come ad esempio le dermatiti atopiche o altre forme di allergie, anche di tipo alimentare.
Per essere efficaci i probiotici dovrebbero essere assunti sempre e solo a stomaco vuoto, per un tempo medio di 3-4 settimane e in un quantitativo di almeno un miliardo di batteri al giorno, ragion per cui è impossibile introdurli con la semplice dieta ed è necessario assumerli attraverso integrazione alimentare o attraverso prodotti specifici, come per esempio Nutriregular flora, che è un integratore alimentare in flaconcini o capsule, a base di fermenti lattici vivi di comprovata efficacia quali lactobacillus acidophilus sgl11; lactobacillus plantarum sgl07; lactobacillus casei sgl15; lactobacillus rhamnosus sgl06; bifidobacterium bifidum sgb02; streptococcus thermophilus sgst01 o come Nutriregular boulardii, che grazie alla combinazione unica sul mercato di Saccharomyces boulardii e Lactobacillus rhamnosus attua una pulizia, prima del reimpianto della normale flora probiotica ed è indicato in caso di diarrea cronica, IBS e colite perché il Saccharomyces Boulardii che è un lievito tropicale proveniente dal litchi e dal frutto del Mangostan, essendo un lievito, non è inattivato dagli antibiotici e si è dimostrato efficace nel prevenire e nel trattare la diarrea associata alla terapia antibiotica sia negli adulti che nei bambini ed è anche in grado di prevenire le infezioni intestinali causate da Candida albicans e da Escherichia coli, mentre il Lactobacillus rhamnosus modula la tolleranza immunitaria e inibisce l’infiammazione, grazie anche alla sua eccezionale aderenza al colon, risultando uno dei ceppi più utili nel trattamento della diarrea ad eziologia virale e in quella da antibiotici.
I probiotici sono aggiunti specificatamente agli alimenti, e non vanno confusi con i fermenti lattici o i batteri che sono contenuti nello yogurt, i quali sono anch’essi vivi ma non vitali, ossia non hanno la capacità di riprodursi nell’intestino, svolgendo funzioni altrettanto importanti per l’organismo ma diverse da quelle dei probiotici. Questi infatti sono i PREBIOTICI (vedi altro articolo FOS e GOS), sostanze non digeribili contenute in natura in alcuni cibi – principalmente fibre idrosolubili, tra cui i polisaccaridi beta-glucani, i fructani, gli oligofruttosaccaridi, le inuline, il lattitolo, il lattosaccarosio, il lattulosio, le pirodestrine, gli oligosaccaridi della soia – le quali promuovono la crescita, nel colon, di una o più specie batteriche utili allo sviluppo della microflora probiotica. Essi sono presenti in molti integratori di fermenti lattici, ma anche in diversi cibi in particolar modo nella farina di frumento, nelle banane, nel miele, nel germe di grano, nell’aglio, nella cipolla e nei porri.
L’assunzione di prebiotici attraverso la dieta costituisce un fattore importante, soprattutto nell’ambito di una dieta sana, variata ed equilibrata ma il loro utilizzo è per esempio controindicato in caso di sindrome dell’intestino irritabile, di terapie radianti sul tratto gastrointestinale e di intolleranza al lattosio.
I SIMBIOTICI infine sono un mix tra probiotici e prebiotici, la cui azione sulla salute è sinergica e per questo definita simbiotica. Sono alimenti o sostanze che combinano l’azione di probiotici e prebiotici per migliorare il nostro stato di salute e hanno capacità di aumentare da un lato la sopravvivenza degli organismi probiotici e dall’altro di favorire la formazione di un substrato specifico alla flora batterica intestinale già residente. Tra le potenzialità riconosciute ai simbiotici vi è il miglioramento dell’intolleranza al lattosio e di assorbimento di alcuni minerali (calcio, ferro e magnesio), ma anche la capacità di svolgere un’azione normalizzante sulla funzionalità intestinale (motilità, assorbimento, secrezione), e protettiva contro infiammazioni e infezioni a carico dell’intestino. Se si vuole favorire il benessere intestinale è consigliato quindi un integratore che possa contenere un giusto mix di pro e prebiotici come Nutriregular flora a base di Frutto-oligosaccaridi e fermenti lattici vivi, che è indicato nel ripristino della flora batterica intestinale compromessa da squilibri alimentari e terapie antibiotiche.