L’equilibrio idrico-salinico nelle giornate più calde

Anche sul finire dell’estate, il caldo preannunciato dai meteorologi si fa sentire, e non poco. Il nostro organismo patisce, perché mal sopporta le variazioni di temperatura elevate e cerca di mettere in atto i sofisticatissimi sistemi di termoregolazione di cui siamo dotati per mantenere la temperatura entro limiti fisiologici preordinati.

La prima reazione all’aumento della temperatura percepita è la vasodilatazione dei capillari periferici, che serve a trasferire il calore dall’interno del corpo alla superficie. A livello cutaneo, il calore è poi disperso, sia attraverso meccanismi fisici (di irraggiamento, convezione e conduzione), sia attraverso meccanismi fisiologici, mediante il sudore.

Quando sudiamo, respiriamo più velocemente, il cuore lavora di più, migliora la circolazione e il metabolismo accelera: sono tutte strategie che il nostro corpo mette in atto per normalizzare la temperatura corporea. Anche la circolazione aumenta, e così molte tossine e impurità escono dal corpo attraverso i pori della pelle. Si ritiene, inoltre, che ci siano benefici anche per il sistema immunitario, dato che, quando il corpo si riscalda, produce più globuli bianchi che ci difendono in caso di infezioni.

Quando sudiamo, anche senza fare sforzi fisici importanti, perdiamo circa 1-2 litri di acqua ogni giorno, mentre quando ci alleniamo in modo intenso, arriviamo a perderne più di 1,5 litri all’ora, fino a 10 litri di acqua al giorno, perché si ritiene che la massima sudorazione possibile sia pari a circa 30 ml/minuto (1800 ml ogni ora di lavoro muscolare). È opinione altrettanto condivisa che durante la pratica agonistica un atleta possa arrivare a perdere, attraverso il sudore, dal 2% al 6% del proprio peso corporeo, soprattutto in allenamenti e/o gare di grande intensità e durata (come nel ciclismo su strada, nello sci di fondo, nella maratona, nel triathlon, nel canottaggio). Considerazioni analoghe valgono anche per i piloti degli sport motoristici, costretti altresì per lunghi periodi di tempo ad indossare indumenti ignifughi che, impedendo l’evaporazione del sudore, determinano un maggior rischio di disidratazione e ipertermia.

Insieme a notevoli quantità d’acqua, si disperdono anche importanti sali minerali come sodio, cloro, potassio, magnesio, ferro, zinco e rame perché in effetti il sudore è una soluzione salina, con una composizione che, oltre a variare da soggetto a soggetto, varia anche nello stesso individuo a seconda delle situazioni e delle condizioni ambientali in cui si trova. In genere, con un clima fresco e secco si hanno le condizioni ideali affinchè i meccanismi della termodispersione funzionino perfettamente; non appena si passa ad un clima caldo, ecco che i meccanismi di convezione e conduzione diventano molto meno efficaci, perciò la dispersione di calore è essenzialmente a carico della sudorazione, che è fortemente attivata. Con un clima umido, il sudore non riesce ad evaporare e disperde poco calore, mentre col clima caldo umido tutti i meccanismi di termodispersione divengono pochissimo efficaci.

La perdita di liquidi dovuta al sudore, ma anche al vapore acqueo della respirazione, se non adeguatamente reintegrata, porta a una riduzione del volume plasmatico. Una perdita di liquidi del 2-3% è sufficiente per influire negativamente sulle prestazioni fisiche e sulle funzioni cognitive. Quando le perdite vanno oltre questi valori si possono verificare manifestazioni che sconfinano nella patologia, con casi di collasso, colpi di calore, difficoltà sensorie, difficoltà di contrazione muscolare, riduzione del volume sanguigno.

Per mantenere un buon equilibrio idrico-salino e incrementare il volume plasmatico ridotto dalla sudorazione è molto importante bere, e l’acqua è l’elemento fondamentale. Certamente poi, quando a questa sono aggiunte piccole quantità di sali e vitamine, il potere idratante migliora notevolmente.

Le bevande di reintegro sono ottimali quando contengono un giusto quantitativo equilibrato di sali, con presenza di magnesio e potassio ben misurati, perché l’assunzione di liquidi ipertonici, ovvero con una concentrazione di ioni superiore a quella del plasma, oltre a ostacolare l’assorbimento dell’acqua, la richiama dal plasma all’intestino, con ulteriore disidratazione e disturbi intestinali. Da ciò si deduce che, per un rapido ristabilimento dell’equilibrio idrico-salino, dovranno essere utilizzate bevande ipotoniche o isotoniche (con una concentrazione di ioni uguale a quella del plasma) leggermente allungate con acqua. Nutrisprint salino, integratore in bustine al gusto di agrumi, fa proprio al caso giusto perché contiene potassio e magnesio nelle giuste quantità per consentire un rapido svuotamento gastrico e un veloce assorbimento e interviene a supporto dell’organismo grazie anche alla presenza di Acetil-L-carnitina e Vitamina B5, sostanze in grado di correggere lo squilibrio tra fabbisogno di energia dell’organismo e la sua capacità di produrla o di utilizzarla. L’Acetil-L-carnitina svolge un ruolo chiave nei meccanismi di produzione di energia cellulare, mentre, la Vitamina B5, o acido pantotenico partecipa alla produzione di energia da carboidrati, grassi e proteine. È un costituente essenziale del coenzima A e dell’Acyl Carrier Protein (ACP), coinvolti nel metabolismo energetico e nella sintesi dei lipidi. Quando manca si riduce il contenuto di glicogeno nel fegato e nel muscolo, e questo provoca una riduzione della capacità di svolgere attività fisica da parte dell’organismo.

E’ da ricordare che tutte le bevande, per essere utilizzate rapidamente, dovrebbero essere ingerite a una temperatura di 4-5°C perché, se più fredde, potrebbero causare l’insorgenza di crampi e ritardare l’assorbimento.