La tosse, insieme a influenza e raffreddore, si può combattere con la fitoterapia

La tosse è un riflesso difensivo naturale, improvviso e spesso ripetitivo, -come lo starnuto e la deglutizione-, regolato da un centro nervoso apposito del midollo allungato ed è di fatto una risposta dell’organismo a un’irritazione delle vie respiratorie che può essere scatenata non solo da infezioni batteriche o virali, ma anche dall’inalazione di sostanze irritanti come fumo, solventi, ammoniaca.

Si verifica normalmente proprio per liberare le vie aeree da un accumulo di muco, dalla presenza di bolo alimentare che non prenda la via dell’esofago o dalla presenza di sostanze irritanti per la mucosa e questa risposta serve proprio per ripulire le vie della faringe, laringe, trachea e bronchi da eccessi di secrezione, particelle estranee ed irritanti, microbi. In genere la tosse è preceduta da una profonda inspirazione, da cui dipende l’intensità sonora, e si manifesta con una rapida e forte espirazione a glottide chiusa in cui la colonna di aria così imprigionata e compressa nell’albero respiratorio provoca la brusca apertura della glottide stessa e, fuoriuscendo, determina la caratteristica vibrazione delle corde vocali.

Non è di per sé una malattia, raramente si tratta di un sintomo preoccupante, ma certamente è il segnale di un’infezione o di un’infiammazione, come può essere il banalissimo raffreddore comune o qualcosa di un po’ più grave come la polmonite. La pertosse, che è sempre più riconosciuta come una causa di problemi di tosse negli adulti, rappresenta una tipologia particolare e a sé stante, perché si tratta dell’effetto sul sistema nervoso centrale di una particolare tossina, prodotta dal batterio responsabile della malattia (Bordetella pertussis) ed è preceduta da un inconfondibile rumore, assimilato al raglio d’asino, dovuto a un’introduzione forzata di aria nelle vie respiratorie. Altre cause della tosse possono essere la riacutizzazione di una bronchite cronica, un acuto inasprimento della broncopneumopatia cronica ostruttiva, l’asma, il reflusso gastro esofageo, un’insufficienza cardiaca, ma può anche essere originata dall’assunzione di farmaci come gli ACE-inibitori e nelle sue forme più gravi e croniche può essere associata a neoplasie faringolaringee e broncopolmonari. Può anche essere causata da problemi al tessuto dei polmoni, come la bronchiectasia, la fibrosi cistica, fibrosi polmonare, sarcoidosi o può essere generata dalla secchezza delle fauci per chi respira solo con la bocca, oppure, in persone con difficoltà a deglutire, dall’aspirazione ricorrente di cibo nella trachea.

In alcuni soggetti può essere anche di natura psicosomatica, o meglio psicogenica, come nel caso ad esempio della cosiddetta tosse isterica, legata di solito a stati ansiosi e di instabilità emotiva, oppure può anche diventare un modo di fare, come ad esempio un colpo di tosse prima di iniziare a parlare, o può presentarsi come un disturbo da tic, come nel caso della sindrome di Gilles de la Tourette, disordine neurologico che esordisce nell’infanzia scomparendo spesso durante l’adolescenza, caratterizzata dalla presenza di tic motori e fonatori incostanti, talvolta fugaci e altre volte cronici, la cui gravità può variare dall’essere estremamente lieve a gravemente invalidante

Viene classificata come acuta se persiste per meno di tre settimane, subacuta dalle tre alle otto settimane, e cronica se va oltre le otto settimane e si distingue in tosse secca, stizzosa, che esprime uno stato irritativo che spesso ci fa stare svegli la notte e ci disturba il sonno, e tosse grassa o produttiva, che è caratterizzata invece dalla produzione di catarro, anche in notevoli quantità. Le infezioni respiratorie sono in genere precedute da tosse secca, spesso insistente, che, dopo qualche giorno, comporta la formazione di catarro e si trasforma in grassa. Anche le complicazioni possono essere distinte in acute, specie se la tosse è violenta, -con traumi laringei, danni alla mucosa delle vie aeree, strappi muscolari, bradicardia e aritmie cardiache, emorragie (in particolare sottocongiuntivali e nasali), incontinenza urinaria, cefalea, insonnia, vomito, sincope con vertigini dovute a un minore afflusso di sangue al cervello quando si tossisce parecchio e in maniera prolungata- e croniche, con manifestazioni di ernia addominale o all’inguine, fratture da sforzo alle costole inferiori e sindrome di Tietze, un’infiammazione dolorosa con tumefazioni delle cartilagini costali superiori.

Tosse e catarro nelle alte vie aeree sono un problema molto ricorrente e quasi costante nei mesi invernali, soprattutto per i più piccini. La causa è quasi sempre virale o irritativa e l’inquinamento atmosferico che d’inverno si fa sentire di più coi riscaldamenti delle case e le polveri sottili, certo non aiuta. L’antibiotico serve a poco coi virus, casomai può diventare utile solo in caso di sovrinfezione batterica. Per indirizzare al meglio le cure è sempre opportuno osservare l’andamento della tosse nel tempo, per capire se tende a migliorare, o diventa più insistente al momento di coricarsi, o se invece è presente sempre, di giorno e di notte, con la stessa intensità. Una raccomandazione utile è quella di bere molto, sia perché le secrezioni respiratorie sono ricche di liquidi sia perché un buono stato di idratazione è funzionale a rendere il catarro più fluido. Le tossi secche in genere sono trattate con sedativi che sopprimono l’esigenza dell’organismo di tossire, mentre le tossi produttive sono curate con espettoranti o mucolitici che sciolgono il muco del tratto respiratorio. Esistono però degli ottimi rimedi fitoterapici, privi degli effetti collaterali dei farmaci sintetici, che riescono ad avere più effetti sinergici e quindi ad essere indicati sia in caso di tosse secca che in caso di tosse grassa, perché creano una barriera protettiva nei confronti di agenti batterici e irritanti e agiscono come lenitivi e idratanti della mucosa delle vie aeree, favorendo la fluidità delle secrezioni bronchiali e non agendo sul riflesso della tosse (che è in realtà una difesa delle vie aeree). Nello specifico Nutrileya, con Nutridef tuss complex ha ideato una formulazione molto efficace e dall’ottima palatabilità, a base di Malva e Sambuco, Ribes nigrum ed estratti di Grindelia e Larice, che, grazie agli acidi diterpenici e dei composti polifenolici contenuti nella Grindelia e alle mucillagini contenute negli altri diversi estratti, svolge azione sia fluidificante ma anche demulcente e filmante delle mucose, fornendo loro protezione ed idratazione e aiutando molto sia in caso di tosse secca ed irritativa che in caso di tosse con tanto catarro. La Grindelia infatti viene utilizzata prevalentemente per il trattamento delle tossi produttive per la sua capacità espettorante, bechica, protettiva, antispasmodica e antinfiammatoria. La corteccia del Larice invece contiene l’arabinogalattano, polisaccaride che favorisce e potenzia la risposta del sistema immunitario ed ha proprietà demulcente e filmante, in grado di proteggere la mucosa orofaringea infiammata, come peraltro la Malva, il cui estratto di foglie è ricco in mucillagini che leniscono, idratano e proteggono le pareti irritate delle vie aeree. Infine gli antociani, particolari molecole presenti nell’estratto di Ribes nigrum e di Sambuco, possedendo una spiccata attività antinfiammatoria e antivirale verso i comuni virus influenzali e quindi stimolano e sostengono la risposta del sistema immunitario e ne giustificano l’utilizzo soprattutto nel trattamento dei sintomi delle affezioni respiratorie e nelle malattie da raffreddamento. Nutridef tuss complex rappresenta quindi un rimedio a tutto tondo, in grado di dare ottime risposte sia ad adulti che a bambini in caso di infezioni respiratorie precedute da tosse secca, spesso insistente, che, dopo qualche giorno, comporta la formazione di catarro e si trasforma in grassa.