Focus Intestino: il microbiota in equilibrio, ci fa stare bene!

Da nemici come eravamo soliti considerarli, i microrganismi- o almeno alcuni di questi -si stanno rivelando tra i nostri più fedeli alleati. Sono ormai moltissime le evidenze scientifiche sul legame fra il nostro stato di benessere o di malattia e la composizione del microbiota, ovvero l’insieme enorme di quei batteri, virus e funghi che abita il nostro corpo fin dalla nascita, una specie di “organo a sè”.

Se pesato, vale un chilo e mezzo o anche due chili, e che pesa anche metaforicamente sulla nostra salute, funzionando da barriera contro i patogeni, regolando l’assorbimento dei nutrienti, producendo acidi grassi a catena corta che fanno da combustibile per le cellule intestinali, promuovendo l’assorbimento di minerali e stimolando il metabolismo dei grassi, aiutandoci a esercitare un controllo sui livelli di colesterolo nel sangue e a scongiurare l’insorgenza di patologie cardiache.

Stimola anche l’attività di enzimi epatici e muscolari, interviene nella sintesi della vitamina K, importante per la regolazione della coagulazione del sangue, e delle vitamine del gruppo B; regola l’attività del sistema immunitario, sostiene l’attività antiinfiammatoria e infine agisce nella prevenzione di alcuni tipi di tumori e nella metabolizzazione di alcuni composti tossici, tra cui i metalli pesanti. Del resto, i microscopici esseri viventi che compongono il nostro microbiota hanno su di noi un vantaggio evolutivo enorme, se pensiamo che esistono da 3,6 miliardi di anni, mentre l’uomo da appena 600 milioni!

Solitamente quando si parla di microbiota si fa riferimento a quello intestinale, quello che una volta veniva definito flora batterica, ma c’è anche quello cutaneo, quello del cavo orale, quello urogenitale, e lo studio dei microorganismi che lo compongono è la nuova frontiera della medicina, perché uno squilibrio interno, ovvero le alterazioni che causano una disbiosi, sono state correlate a diverse condizioni e malattie, come obesità, malattie infiammatorie croniche intestinali,patologie allergiche, disturbi da immunità iper-reattiva o al contrario troppo pigra, problemi legati a un difetto di permeabilità intestinale, fegato grasso e malattie autoimmuni come la sclerosi multipla, motivo per cui sempre più oggi si capisce come mantenere in salute il microbiota sia fondamentale per recuperare l’eubiosi e cioè l’equilibrio.

Uno studio di qualche anno fa ha dimostrato che le persone in disbiosi soffrono più facilmente di problemi di origine nervosa e psicologica, come la depressione e l’ansia anche in forme severe. Anche secondo uno studio dell’Università californiana di Los Angeles, le persone con disturbi gastrointestinali cronici soffrono più facilmente di ansia. Questo perché i microbi intestinali producono anche composti chimici che influenzano il nostro umore, come la serotonina – nota anche come “ormone del buonumore”. E’ certamente chiaro che microbiota intestinale e cervello collaborano al benessere dell’individuo: si è visto per esempio che alcuni generi di batteri come i Lactobacillus, assunti come probiotici, hanno riportato miglioramenti negli stati d’ansia e nell’umore in generale. Ci sono molte analogie tra cervello e intestino. Per esempio anche l’intestino, sepolti nei suoi tessuti, dalla gola fino al retto, contiene più di 100 milioni di neuroni, tanti quanti ne contiene il cervello di un gatto, e queste cellule e fibre neuronali costituiscono un vero e proprio sistema nervoso autonomo, indipendente dal sistema nervoso centrale, che promuove la contrazione intestinale e secerne enzimi digestivi. Inoltre è anch’esso in grado d’integrare ed elaborare stimoli esterni e interni ricevuti dal corpo, interagendo con il sistema nervoso centrale attraverso uno scambio di informazioni mediato dal sistema psiconeuroimmunoendocrino (rilascio di ormoni, nervo vago, sistema immunitario). Ciò significa che intestino e cervello si influenzano reciprocamente, determinando il nostro stato di benessere psico-fisico. Per esempio, stati di stress mentali e pensieri negativi attivano i circuiti dell’ansia e della paura provocando aumento della motilità intestinale, della sensibilità e infiammazione della mucosa intestinale.

Ciò può determinare, per esempio, l’insorgenza della sindrome del colon irritabile o della malattia infiammatoria intestinale. Ecco perché si parla di asse intestino-cervello e si dice che l’intestino rappresenta il secondo cervello del nostro organismo. Ma oltre ai miliardi di cellule e fibre neuronali, l’intestino, come già detto, contiene anche 1-2 chili di microrganismi appartenenti a migliaia di specie, una biodiversità ancora più ricca di quella della foresta pluviale, che per fortuna, in caso di squilibrio, adifferenza di alcuni fattori che non sono modificabili e che incidono sull’insorgenza di malattie – come l’età e la genetica –può essere ripristinata per ristabilire un’interazione positiva con il nostro corpo.
Lo stato di squilibrio o disbiosi si manifesta con uno stato d’infiammazione cronica, accompagnata da depressione, prurito, alterazione della peristalsi, gonfiore addominale e tutta una serie di patologie connesse a un aumento della permeabilità delle pareti intestinali, per il passaggio di residui tossici non digeriti nel circolo sistemico. La diagnosi può essere effettuata con un semplice test di laboratorio o con la determinazione dei batteri nelle feci.
Per curare eventuali squilibri si può ricorrere alla dieta e all’assunzione di probiotici e prebiotici. L’antichissimo detto “Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo” (Ippocrate, 400 a.c.) mai come oggi è di un’attualità sconvolgente, perché anche se è vero che il microbiota viene influenzato e alterato da molte altre cose (come le infezioni, le malattie gastrointestinali infiammatorie, gli antibiotici e i medicinali, ecc.), il ruolo dell’alimentazione sembra essere primario, in quanto la varietà e la quantità di microorganismi presenti nel microbiota intestinale (e non solo) è direttamente influenzata dagli alimenti che introduciamo quotidianamente ad ogni pasto e dalla loro diversità.

Diversa sarà infatti la flora batterica che ci si ritroverà nell’intestino a seconda che si sia vegetariani, che si mangino molti cibi industriali, che si lavi frutta e verdura con amuchina, che si mangi più cibi crudi o cibi cotti, che si beva alcool o si sia astemi, che si faccia uso o meno di probiotici, etc. Lo stesso vale per la flora batterica residente nelle altre parti del corpo.

Numerosi studi hanno dimostrato che il microbioma più sano in assoluto appartiene a quelle popolazioni che nascono per vie naturali senza parti cesarei, si muovono in maniera intensa e varia, hanno mantenuto un maggiore rapporto con la terra, gli animali e gli alimenti di origine naturale e non fanno un uso inappropriato di antibiotici. Viceversa il microbioma maggiormente alterato, con minore diversità di specie, appartiene a coloro che vivono molto al chiuso, si muovono poco, si cibano prevalentemente di alimenti di origine industriale, assumono raramente cibi crudi, sono esposti a pesticidi, metalli pesanti, bevono alcool e usano frequentemente antibiotici.

Dunque siamo noi, con lo stile di vita e l’alimentazione, i responsabili del mantenimento dell’equilibrio del nostro microbioma. Per alimentarlo bene e per potenziare le difese naturali, eliminare le allergie, ma anche per perdere peso senza fatica, -perché se nutrito male può farci ingrassare- dobbiamo imparare quali sono i cibi giusti: gli ingredienti amici sono l’olio d’oliva, il pesce grasso e altre fonti di omega 3 come le alghe, la frutta e la verdura soprattutto cipolle e aglio, broccoli, cardi, carote, porri, cavoli neri, finocchi cicoria e tarassaco, asparagi e topinambur, banane acerbe, cereali, semi e legumi e alimenti fermentati come crauti, kefir, aceto di sidro di mele, le erbe e le spezie a cominciare dalla curcuma, il cacao e con moderazione anche vino (meglio rosso), uova, formaggi e carne. Poi ci sono prebiotici (“fibre vegetali che funzionano come fertilizzanti incentivando la crescita dei batteri buoni”) e probiotici (“batteri o lieviti vivi che paracadutiamo nel nostro intestino sperando che vi mettano le radici e facciano bene”).

Prebiotici per eccellenza sono i Frutto-oligosaccaridi, che favoriscono la ripopolazione della flora batterica intestinale “amica” (Bifidobatteri e Lattobacilli) a scapito dei patogeni. Non sono sottoposti a digestione enzimatica nella parte superiore del tratto gastroenterico e arrivano nell’intestino cieco con la loro struttura immutata. I Probiotici sono i fermenti lattici viviprovenienti da ceppi selezionati come Lactobacillus Acidophilus che è il principale simbiotico del primo tratto intestinale (duodeno, digiuno e tenue) e che, nel corso del suo metabolismo, crea condizioni che limitano fortemente la crescita di batteri patogeni tra cui Escherichia coli e Candida, favorendo le normali funzioni intestinali in caso di intestino pigro, diarrea e flatulenza.

Nelle formulazioni messe a punto da Nutrileya, Nutrilegular flora, in capsule flaconcini e bustine, pensate per dare un aiuto in più a mantenere o ripristinate l’equilibrio del microbioma, ci sono oltre ai frutto oligosaccaridi e al lactobacillus acidophilus anche il Lactobacillus Bulgaricus, che è un lattobacillo definito transiente (non colonizza il tratto intestinale) che produce acido lattico,favorendo la crescita di batteri benefici e rallentando la crescita dei ceppi patogeni, creando un ambiente equilibrato nel tratto gastrointestinale, il Lactobacillus Sporogens, in grado di germinare rapidamente una volta giunto nell’intestino e il Bifidobacterium Bifidum, che possiede elevate proprietà antinfiammatorie e immunostimolanti.

Cosa evitare, invece? Zucchero, dolcificanti artificiali e cibi industriali preconfezionati ricchi di grassi idrogenati e oli di dubbia provenienza sono le principali minacce del microbiota a tavola, mentre fuori dai confini della tovaglia i pericoli sono i troppi antibiotici e, naturalmente, lo stress.Un valido aiuto, oltre all’attenzione all’alimentazione, è dato da un’adeguata idratazione, dallaregolare attività fisica e da uno stato d’animo positivo per affrontare i problemi con la giusta passione emotiva, senza farsi sopraffare dallo stress che altera tutti i meccanismi biochimici metabolici. Infine per ripristinare in modo efficace e veloce il microbiota compromesso da squilibri alimentari e terapie antibiotiche, è utilissima un’integrazione con fermenti lattici vivi come quelli contenuti in Nutriregular flora, che devono essere assunti quotidianamente a cicli periodici, da un minimo di 10 giorni fino anche ad un mese e ripetuti durante l’anno.

I nostri simbionti ci ringrazieranno per questi accorgimenti e ci ripagheranno con tanta salute e benessere in più!

Dr. Marco Pignatti, Medico Chirurgo, Specialista in Dermatologia
Dr.ssa Laura Lodi, Dietista