Come combattere le prime influenze stagionali

Con gli sbalzi di temperatura, i primi freddi e l’autunno alle porte, i virus sono pronti a colpire e a farci ammalare con i soliti sintomi da raffreddamento che, anche se blandi e passeggeri, quando arrivano sono piuttosto fastidiosi, tra naso chiuso che cola, mal di testa, dolore alla deglutizione e senso di spossatezza generale. In genere questi microrganismi colpiscono sempre le vie dell’apparato respiratorio superiore, ma nei bambini e nelle persone immunocompromesse, così come negli anziani ci possono essere complicazioni non da poco, perchè possono essere causa di infezioni respiratorie che degenerano in polmoniti e bronchiti.

Normalmente il banale raffreddore come arriva dopo qualche giorno se ne va, ma, a seconda dell’agente virale che lo causa, può manifestarsi sotto forma di sindromi parainfluenzali più gravi, come quella d virus respiratorio sinciziale, che tipicamente iniziano con sintomi ascrivibili alle vie aeree superiori e febbre, per evolvere, dopo diversi giorni, fino alla comparsa di dispnea, tosse, sibili e/o rantoli all’auscultazione del torace. .

Per questo ai primi sintomi di raffreddamento è bene ricorrere subito a qualche valido aiuto di origine naturale: la fitoterapia può davvero dare un contributo eccezionale in questo senso, per esempio impiegando estratto di fiori di sambuco, che ha attività antibatterica e antivirale in particolar modo verso i virus influenzali

Secondo la tradizione popolare, il sambuco, che è un arbusto molto diffuso anche nel nostro paese- che in primavera quando fiorisce presenta mazzetti di fiori bianchi e profumati e a fine estate grappoli di bacche lucide e nere, che ne appesantiscono la chioma- sarebbe dotato di poteri soprannaturali: alla pianta viene attribuita infatti la capacità di proteggere da streghe e demoni fin dai tempi delle antiche popolazioni germaniche, tanto che il legno di sambuco era usato per fabbricare bacchette magiche. Come rimedio in medicina è un concentrato di proprietà salutari specie per le problematiche invernali, infettive ed infiammatorie: si utilizzano le sue parti a scopo diuretico e disintossicante, antireumatico, antinfiammatorio ed emolliente delle prime vie aeree, e anche contro le scottature, le emorroidi e la stipsi.

I suoi fiori e le sue bacche si impiegano da sempre senza rischi contro i raffreddori ed è stato ora dimostrato scientificamente che in effetti contengono sostanze che proteggono il sistema immunitario dai virus dell’influenza, tant’è che le preparazioni a base di Sambuco sono ufficialmente riconosciute attive ed efficaci (D.M. Salute 27/03/14) per migliorare la fluidità delle secrezioni bronchiali, la funzionalità delle prime vie respiratorie, il sostegno alle naturali difese dell’organismo. I fiori agiscono stimolando la secrezione delle ghiandole sudorifere, come una sorta di “tachipirina vegetale” e le sostanze attive fluidificano il muco nel naso, nei seni paranasali e nei bronchi. In tal modo le mucose si decongestionano mentre le fosse nasali vengono svuotate e pulite. Le bacche sotto forma di estratto influenzano l’attività del sistema immunitario, rinforzandolo verso i patogeni e riducono l’infiammazione perché secondo i ricercatori australiani del centro di ricerca, Arc Training Centre for the Australian Food Processing Industry, dell’Università di Sidney, i fitonutrienti presenti, in particolare i composti antocianidinici responsabili del colore viola delle bacche, sembrano bloccare l’ingresso e la replicazione dei virus nelle cellule umane

Lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Functional Food, ha analizzato il meccanismo con il quale il succo delle bacche di sambuco agisce nelle cellule umane prive di virus, in corso d’infezione e dopo l’influenza. Sulle cellule intenzionalmente infettate dai ricercatori australiani in laboratorio, la ricchezza di fitocomposti delle bacche di sambuco, ha dimostrato la capacità di bloccare le prime fasi dell’infezione attraverso inibizione delle proteine virali, evitando l’ingresso del virus dell’influenza nella cellula e la sua successiva replicazione; l’azione dei composti antocianidinici sulle cellule prima, durante e dopo l’infezione del virus dell’influenza ha stimolato anche la produzione di citochine, composti chimici che fungono da messaggeri della risposta immunitaria. Il sistema immunitario usa infatti le citochine per coordinare le attività e renderle più efficaci contro l’agente virale, contribuendo a rafforzare la risposta specifica verso il virus. Stimolando in questo modo il sistema immunitario si evita la propagazione negli stadi successivi: questo spiega il perché l’estratto di bacche e fiori di Sambuco costituisce una risposta efficace per combattere l’influenza.

Vi sono poi altre piante che, come il Sambuco riescono a combattere i sintomi tipici dei primi malanni di stagione, come l’Andrographis paniculata , da noi poco conosciuta ma molto utilizzata invece nei paesi scandinavi come rimedio per il trattamento della sindrome influenzale e del raffreddore. E’ nota anche come Echinacea dell´India o con il nome di Carmantina e i suoi componenti principali attivi sono il Lattone Andrografolide (costituente principale), i polifenoli e i flavonoidi.

Diversi studi ne hanno confermato la validità per il trattamento delle infezioni delle vie respiratorie perché i suoi costituenti attivi permettono la formazione di anticorpi ed una risposta immunitaria grazie alla quale i microbi vengono fagocitati ed uccisi; inoltre permettono all’organismo la produzione di composti che hanno un elevato effetto antinfiammatorio e antimicrobico e, di recente, si è osservata una proprietà antitumorale (particolarmente sulle cellule cancerose del tumore al seno e del colon) e, grazie alla presenza di xantoni, antimalarica.

Questa particolare pianta è senz’altro indicata in caso di immunodeficienza secondaria o insufficienza immunitaria, di malattie autoimmuni, di infezioni batteriche e virali dei primi tratti delle vie respiratorie e per la riduzione della febbre associata, contro le infezioni enteriche, per la prevenzione di raffreddore e faringotonsillite, nei casi di artrite reumatoide o reumatismo cronico primario, epatite, infezioni o infiammazioni delle vie urogenitali.

A bassi dosaggi ha un’azione immunostimolante che può essere utile come prevenzione. A dosaggi più elevati invece ha un’azione antinfiammatoria.

Entrambe queste due piante, sotto forma di estratti da foglie e frutti, sono contenuti in un’ottima formulazione messa a punto da Nutrileya, proprio per dare un valido aiuto a chiunque voglia combattere le prime malattie da raffreddamento che già stanno serpeggiando a seguito dei forti sbalzi di temperature. Si tratta del prodotto Nutridef FLU, che contiene oltre al Sambuco e alla Andrographis paniculata per le naturali difese dell’organismo, anche il Gelso bianco, che, tra le molteplici attività, ha anche un’azione calmante nei confronti della tosse, e i classici antiossidanti, Rosa canina ricca in Vitamina C e Zinco. Il risultato è un prodotto dal profilo d’azione completo, utile per attivare e potenziare le difese immunitarie dell’organismo e contrastare i primi sintomi influenzali, evitando di rimanere malati a letto!.